desomatizzazione®

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Come stai?

Quali sintomi hai?

Mi sono fatto il sangue amaro, mi sono fatto un fegato così, quella persona non mi è simpatica così a pelle, tutto il mondo è sulle mie spalle: lo abbiamo detto almeno una volta nella vita? Sicuramente. Ed è da queste frasi che partiamo per descrivere cosa sia la reazione cervello-emozioni-reazioni corporee e la terapia che ho elaborato negli anni: la DESOMATIZZAZIONE.

Cosa è una somatizzazione?

Quando somatizzare provoca conseguenze a livello fisico?

Mi interesso principalmente del modo in cui il cervello legge la realtà che lo circonda, poiché dalle alterazioni di questo processo originano secondo me praticamente tutte le malattie. Quando non riusciamo a reagire con efficacia agli stimoli esterni che sono detti anche stressors facciamo una sola cosa: spostiamo.

Rabbia, frustrazione e tante altre emozioni invece che uscire, rientrano nel corpo e vanno verso organi specifici generando “somatizzazioni”. Tutte le tensioni a cui siamo sottoposti diventano nel tempo dolori muscolari ed articolari, tutti i bocconi amari che mandiamo giù si trasformano in colite o gastrite, i pensieri che si affollano sfociano in mal di testa…non è così difficile intuire il perchè.

La somatizzazione non è di per sé un processo patologico: essa rappresenta un servomeccanismo, cioè un programma di ricovero temporaneo.
”Non sono in grado di reagire efficacemente a questa situazione, la metto via temporaneamente, la metto in sospensione o nell’attesa delego la responsabilità ad un organo e che decida lui come agire, io non ce la posso fare…” “…non riesco proprio a digerire questa cosa (che ho sentito, visto, percepito) e non saprei come rispondere, che ci pensi il mio stomaco a digerire il boccone amaro…”

E lo stomaco che fa? Si attiva e fa la cosa che sa fare meglio…digerisce! Per digerire questo grosso boccone amaro (cioè la brutta notizia) lo stomaco che è stato chiamato in causa, si attiverà cercando di aumentare le sue capacità di secrezione di acido cloridrico e di enzimi digestivi e aumenterà il più possibile la sua capacità di accogliere questo grosso boccone, dilatandosi. Ecco spiegato perché, anche se non mangiamo, possiamo avere un forte senso di pienezza gastrica (se abbiamo un grosso boccone da digerire). 

E così, similmente, per tutti gli altri organi.

Il problema non è dunque nel meccanismo di risposta agli eventi stressogeni che di per sé è fisiologico cioè naturale; la difficoltà sta nel fatto che il corpo tende ad utilizzare questo programma in maniera preferenziale e continua. Quindi il disturbo diventa cronico.

Per spiegare efficacemente questi concetti ricorriamo nei nostri scritti a molti modi di dire e proverbi che rappresentano indubbiamente una comprovata cultura popolare.

Mi sono fatto il sangue amaro, mi sono fatto un fegato così, quella persona non mi è simpatica così a pelle, tutto il mondo è sulle mie spalle ecc.

Troverete che per ognuna di queste situazioni vi è un risvolto fisico, sempre. Nell’ultimo caso per esempio, “il mondo è tutto sulle mie spalle”, la persona in questione presto o tardi soffrirà di dolori osteoarticolari, forti tensioni sulla zona cervicale o mal di schiena.

La Necessaria
Desomatizzazione®

La mia risposta: disintossicare e drenare. Una profonda ripulitura tossinica dell’organismo è essenziale per un duraturo benessere ma otterremo un pieno risultato solo se riusciamo a modificare i cattivi comportamenti e pensieri che generano le malattie. A questo scopo, a trovare terapie che potessero modificare i nostri comportamenti alterati a causa delle differenti emergenze e per ritrovare piena salute, ho dedicato gli ultimi undici anni, nel corso dei quali ho personalmente sperimentato più di 200 formulazioni differenti. 

Quindi utilizzo in terapia formule innovative che partendo da rimedi fitoterapici ben conosciuti ed assemblati in modo originale portano un contributo fattivo alla salute del paziente.

Il prodotto ideale di desomatizzazione deve garantire al paziente, la coscienza che ciò che sta avvenendo durante il suo cammino terapeutico, sia profondamente liberatorio. 

Esso deve scavare nel profondo e rimuovere le paure ed i conflitti e disinnescare tutte le bombe a orologeria con un timer attivo e ticchettante, che abbiamo nel nostro corpo. 

Dobbiamo letteralmente “estrarre” l’emozione dall’organo: se la rabbia si è somatizzata sul fegato essa va tolta da lì. Come?

come si
desomatizza

come si desomatizza

Questo è un altro punto importante da chiarire: molti si chiedono come sia possibile risolvere profonde situazioni di malessere, anche sul piano emotivo, con una terapia tutto sommato piuttosto semplice. La risposta sta nella ricerca. Ho impiegato molto tempo nel trovare formulazioni efficaci, è stata spesa molta energia nella sperimentazione: oltre 200 formule valutate in 11 anni. Molte delle quali scartate perché non sufficientemente Desomatizzanti. Molti amici e colleghi mi stanno dando manforte ed amplificano e scrutano con me nuove possibilità terapeutiche: con il loro contributo appassionato andiamo avanti nel non facile cammino della sperimentazione di nuove formulazioni e nel consolidare il funzionamento dei prodotti già presenti sul mercato.

Due sono le direzioni in cui siamo impegnati: la prima è la continua catalogazione degli effetti clinici che riusciamo ad ottenere e la creazione di quelli che chiamiamo “protocolli” operativi utilizzando i prodotti di Desomatizzazione.

Abbiamo infatti dato vita ad associazioni di prodotti particolarmente validi su molte situazioni croniche di salute e le stiamo costantemente sperimentando per migliorane l’efficacia.
La seconda direzione prevede la creazione di nuovi prodotti e la loro costante valutazione: un lavoro faticoso ma decisamente appassionante. 

L’entusiasmo della ricerca ci sostiene quotidianamente e fa impallidire le mille piccole difficoltà della sperimentazione.

che cosa è una somatizzazione?

Mi interesso principalmente del modo in cui il cervello legge la realtà che lo circonda, poiché da questo originano secondo me tutte le malattie. Quando non riusciamo a reagire con efficacia agli stimoli esterni che sono detti anche stressors facciamo una sola cosa: spostiamo.

Rabbia, frustrazione e tante altre emozioni invece che uscire, rientrano nel corpo e vanno verso gli organi generando somatizzazioni. Tutte le tensioni a cui siamo sottoposti diventano nel tempo dolori muscolari ed articolari, tutti i bocconi amari che mandiamo giù si trasformano in colite o gastrite, i pensieri che si affollano sfociano in mal di testa…non è così difficile intuire il perchè.

La somatizzazione non è di per sé un processo patologico: essa rappresenta un servomeccanismo, cioè un programma di ricovero temporaneo.
”Non sono in grado di reagire efficacemente a questa situazione, la metto via temporaneamente, la metto in sospensione o nell’attesa delego la responsabilità ad un organo e che decida lui come agire, io non ce la posso fare…” “…non riesco proprio a digerire questa cosa (che ho sentito, visto, percepito) e non saprei come rispondere, che ci pensi il mio stomaco a digerire il boccone amaro…”

E lo stomaco che fa? Si attiva e fa la cosa che sa fare meglio…digerisce! Per digerire questo grosso boccone amaro (cioè la brutta notizia) lo stomaco che è stato chiamato in causa, si attiverà cercando di aumentare le sue capacità di secrezione di acido cloridrico e di enzimi digestivi e aumenterà il più possibile la sua capacità di accogliere questo grosso boccone, dilatandosi. Ecco spiegato perché, anche se non mangiamo, possiamo avere un forte senso di pienezza gastrica (se abbiamo un grosso boccone da digerire). 

E così, similmente, per tutti gli altri organi.

Il problema non è dunque nel meccanismo di risposta agli eventi stressogeni che di per sé è fisiologico cioè naturale; la difficoltà sta nel fatto che il corpo tende ad utilizzare questo programma in maniera preferenziale e continua. Quindi il disturbo diventa cronico.

Per spiegare efficacemente questi concetti ricorriamo nei nostri scritti a molti modi di dire e proverbi che rappresentano indubbiamente una comprovata cultura popolare.

Mi sono fatto il sangue amaro, mi sono fatto un fegato così, quella persona non mi è simpatica così a pelle, tutto il mondo è sulle mie spalle ecc.

Troverete che per ognuna di queste situazioni vi è un risvolto fisico, sempre. Nell’ultimo caso per esempio, “il mondo è tutto sulle mie spalle”, la persona in questione presto o tardi soffrirà di dolori osteoarticolari, forti tensioni sulla zona cervicale o mal di schiena.