MENU

Cerca
Close this search box.

IL CANE PASTORE

Gianni è un giovane uomo di vent’anni e mi racconta di sentirsi un po’ stanco ultimamente e questa sua richiesta di aiuto non mi stupisce anche perché è molto comune oggi, purtroppo, fra i giovani, che spesso lamentano strane forme di stanchezza o demotivazione. Ci mettiamo seriamente alla ricerca di possibili motivazioni a questi disturbi, che apparentemente non sussistono almeno sul piano fisico: lui è in ottima salute, una persona sportiva e di buon carattere.

Forse davvero troppo buono, e allora ragioniamo sulla sua posizione nel mondo e sul o sui molteplici ruoli che anche lui, come quasi tutti, è costretto a ricoprire per sostenere dinamiche relazionali. Scopriamo che lui ha la sindrome del Cane Pastore: lo immaginiamo costantemente attento sulla cima della collina, pronto a scattare quando una pecorella dovesse distaccarsi dal gregge per rimetterla al suo posto. E visualizziamo insieme questo cane che tribola a mantenere unito e sicuro un gregge costituito da pecorelle indisciplinate; quindi, questo povero animale è costretto a scorrazzare su e giù in continuazione per la collina per radunare gli animali disattenti o ribelli.

Così lui racconta essere la sua famiglia, ma così lui si comporta anche con gli amici: è come se lui dovesse tenere uniti i gruppi, si è assegnato senza volerlo il ruolo di Cane Pastore, colui che tiene tutti al sicuro e si sente soddisfatto solo quando ha successo nel suo compito. Immaginate la fatica del bravo Cane Pastore: il mio suggerimento è di non continuare a interpretare questo ruolo o, meglio ancora, quello di distaccarsi da questo suo ruolo che lo sta fiaccando. Sta pensando di fare un periodo fuori casa, andare all’estero, per staccarsi e ripigliarsi. Lui mi guarda, sorride e siamo d’accordo.