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LA FOTOCOPIA

Importante non guardare al passato e neanche così troppo al futuro perché sono cose che non esistono. O meglio, il passato è esistito e non c’è più per fortuna o purtroppo, ma frequentemente quello che abbiamo vissuto porta dei ricordi e potremmo vivere di “fotocopie”.

Cosa vuol dire vivere di “fotocopie”? Anna ha vissuto un momento difficile quando a 15 anni si è perdutamente innamorata di un ragazzo poco più grande, uno di quegli innamoramenti struggenti e totali che sono tipici dell’adolescenza. Lei desiderava ardentemente stare con lui ma attendeva il momento giusto per esprimere i suoi sentimenti, dato che lo vedeva ma non lo frequentava, né si parlavano e quindi tutto questo struggimento si svolgeva nella sua testa. Purtroppo questo ragazzo, totalmente ignaro dei sentimenti di Anna, pochi giorni dopo appariva abbracciato ad un’altra.

Anna è caduta in uno sconforto molto profondo, con nausea e vomito e un forte stato di malessere generale che hanno condotto i genitori a farle fare degli esami, non comprendendo se non dopo un po’ di tempo che i malesseri erano vere e proprie manifestazioni di “mal d’amore”. Quindi Anna ha subito quello che potremmo definire un rifiuto, tutto nella sua testa ovviamente, ma si è lambiccata a lungo sul fatto di non essere bella o piacevole o desiderabile.

Indovinate un po’ dove si è somatizzato il suo malessere… e se avete pensato al ciclo o alla sindrome premestruale avete fatto Bingo! Tutto lì, infatti lei viene in visita proprio per i suoi importanti disordini e dolori prima del ciclo, più precisamente dall’ovulazione in poi, che ovviamente le rendono non facile la vita per quasi metà mese, ormai da parecchi anni.

Questo è vivere di fotocopie, lei vive costantemente in quel rifiuto che il suo cervello ha memorizzato con tanta efficienza e che si presenta come fotocopiato ogni mese, un ricordo che qualcuno potrebbe anche definire congelato e che adesso lei e io dobbiamo impegnarci a risolvere.