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LA ZEBRA CHE FUGGE DAL LEONE – PT.3 –

Questo benedetto animale in fuga è un esempio davvero fantastico, poiché offre una serie di possibili esempi di adattamento al pericolo e all’emergenza, che poi ritroviamo nella vita di tutti i giorni.

Quando scappi, fuggi o sei di corsa, gli occhi di solito guardano avanti per trovare tutte le possibili soluzioni di fuga o per tenere lo sguardo fisso sulla cosiddetta “preda” che è poi il tuo obiettivo da raggiungere.

Che può essere terminare un lavoro impegnativo che speri ti darà la meritata soddisfazione, oppure quando sei impegnato/a in un compito difficile o stai studiando come tirarti fuori da un guaio.

Quindi se hai lo sguardo fisso sull’obiettivo, cosa puoi mai vedere del mondo che ti circonda, se non solo frammenti?  Fatichi allora a comprendere il bello che ti circonda, anche gli affetti e le emozioni si stemperano e impallidiscono e il paesaggio sembra coinvolgerti poco.

Lo sguardo, che normalmente si posa sereno sulla persona che hai accanto e che ti accompagna sentimentalmente, diventa sempre meno sereno e col tempo, con buona probabilità, meno interessato.

Ci trasformiamo in distratti e confusi.

Poi qualcuno, purtroppo sempre più spesso, mi racconta di non aver più fantasia nel rapporto con la compagna o il compagno: i sentimenti si sciacquano e perdono quel calore che dovrebbe caratterizzarli.

Ci credo: uno degli adattamenti più interessanti nell’animale che fugge e parimenti nell’umano che si stressa è proprio il calo del desiderio, perché una zebra che scappa da un leone non è assolutamente necessario, anzi sarebbe controproducente, che fosse eccitata sessualmente!