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NON SONO STRESSATA/O MA…

Molte persone davvero non riescono a riconoscere i loro livello di coinvolgimento all’interno di una determinata situazione di vita. Provate a camminare normalmente al fianco di uno che è sempre abituato a correre: lui o lei vi diranno che per loro quello è camminare, non conoscono altre realtà e quindi può essere complesso fermarli e farli ragionare sulla velocità con cui si spostano o si muovono.

Per carità, non si deve essere plantigradi, quei minuscoli animaletti che si muovono con esasperante lentezza, si deve trovare la giusta misura. Adriano, ad esempio, sostiene di non essere stressato e in effetti se lo guardate superficialmente sembra proprio così. Ma, a una più attenta osservazione, possiamo notare che è sottoposto anche lui come tutti a carichi pesanti di vita: nel ragionamento scopriamo che talvolta quando rientra a casa è assalito da un senso di nausea, come se avesse un leggero peso sullo stomaco. Preoccupato, recentemente ha fatto degli esami anche approfonditi e per fortuna pare sia sano come un pesce.

Arriviamo a scoprire le vere motivazioni del suo comportamento e capiamo che questi attacchi di nausea, che talvolta lo portano a scaricarsi con una frequenza eccessiva, hanno una ragione più profonda.
Adriano il tranquillone, soffre di una situazione nell’ambito lavorativo che non gli consente un accettabile grado di serenità. Non lo ammette ma lui è un sensibile, e anche piuttosto emotivo, e troppo frequentemente si nasconde dietro un apparente velo di tranquillità o di indifferenza.

La sua vita è tutta un “ma lascia perdere” e dovete vedere la sua compagna come si indispettisce quando lui cerca di tranquillizzarla e lei glielo spiega dicendo che è controproducente che lui cerchi sempre di minimizzare, ma non c’è verso: davvero sembra che lui non voglia o non riesca a capire.