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SEI QUELLO CHE MANGI O QUELLO CHE PENSI? -PT.1-

“You are what you eat” recita un antico aforisma che piace a me come a moltissime persone. Ma cosa succede prima dell’atto complesso e meraviglioso che è quello che compiamo tutti i giorni nel riempire la pancia?

L’uomo è ciò che mangia, ma prima di mangiare ci sono moltissime cose che il corpo fa, moltissimi gesti che ogni essere vivente esegue prima di masticare e ingerire.
Basti pensare al semplice eppur complesso insieme di gesti e atti che mettiamo in gioco nel solo procacciare il cibo. Eh già, perché il cibo prima va procacciato, va cacciato, la cosiddetta preda va annusata, vista, valutata, rincorsa, accalappiata, portata a casa o nella tana e trasformata in succulento boccone!
E questo è quello che facciamo tutti i giorni quando andiamo al supermercato o dal salumiere.

A ognuna di queste fasi dedicheremo un piccolo spazio nelle prossime pillole.
Concentriamoci ora sulla cosiddetta “fase Cefalica”, cioè su quell’insieme di complesse emozioni, sensazioni e reazioni che precedono l’atto del semplice mangiare.
È ufficiale: prima di mangiare si pensa, non c’è alternativa e anche se fosse solo per una frazione di secondo, una ridda di sensazioni si affollano nel nostro cervello. Ricordi, profumi, odori, gesti, immagini che si connettono con l’atto dell’avvicinarsi al cibo. Tutto questo conta, ha un peso fondamentale sulle nostre decisioni.

Simone non ama mangiare i legumi, in particolare, nonostante abbia 30 anni non mangia i piselli. Si vede che la mamma ti avrà obbligato a mangiarli qualche volta e questo ricordo è per te un trauma-dico io. Lui ci pensa un secondo e poi sbotta dicendo che è vero la mamma lo obbligava a mangiare i piselli e lui non voleva. Spontanea è la domanda: sono davvero i piselli il problema, o c’è sotto qualcos’altro?