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TOSSINE INFORMAZIONALI

Occorre solo un po’ di immaginazione: proviamo a visualizzare un corpo umano come un grande contenitore costituito da contenitori più piccoli che sono gli organi e i tessuti.

Ogni organo ha il proprio indicatore luminoso che segnala con una luce lampeggiante verde (livello normale), gialla (allarme) o rossa (troppo pieno) il suo livello di riempimento di tossine. Immaginiamo inoltre che questi contenitori/organi siano connessi tra di loro tramite tubi di comunicazione e che scambino liquidi.

Quando un organo è troppo pieno, si accendono le spie di allarme e l’organo stesso cerca di scaricare sugli altri organi o all’esterno l’eccesso.

 

Abbiamo appena fatto un esempio molto semplice, di una cosa decisamente più complessa, che si chiama “omeostasi” che è legata al dinamismo di organi che si scaricano e si riempiono e così facendo mantengono l’equilibrio interno.

Dovrebbe non essere difficile immaginare il nostro corpo come un insieme di lucine lampeggianti gialle, verdi o rosse, che si spengono e si accendono di continuo. Ovviamente tante lucine rosse, tanto disequilibrio e molto malessere! Ma non sono solo le tossine chimiche a intasare gli organi e a far lampeggiare il rosso; ci pensano anche le tossine informazionali.

 

Avete capito bene, anche tossine informazionali o ambientali possono intasarci: frasi non dette bloccate dentro, parole che ci sono andate di traverso, cose brutte che abbiamo visto e non siamo riusciti a “digerire”.

Non caricare di situazioni ed emozioni eccessivamente stressanti i nostri organi è un dovere ed è garanzia di salute; poniamo massima attenzione ai rapporti umani tossici, con tutte le loro conseguenze: lì sono nascoste le vere tossine. Cerchiamo di rispondere con una adeguata dose di ironia alle parole che riteniamo cattive e, quando possibile, facciamoci scivolare via le cose.

Manteniamo accese solo le luci verdi!

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